Ciao, sono Jessica
Nella vita faccio tutt’altro: lavoro nel mondo farmaceutico come tecnico di laboratorio.
Sì, provette, analisi, procedure, precisione… insomma, apparentemente tutto molto lontano dallo yoga!
E per anni ho pensato che il mio lavoro non mi rappresentasse fino in fondo. Non tanto per quello che facevo, ma per una certa mentalità, per alcuni meccanismi e per il modo in cui spesso ci si ritrova a vivere il lavoro.
Poi è arrivato lo yoga.
All’inizio era semplicemente qualcosa che mi faceva stare bene. Poi, piano piano, è diventato molto di più: ho iniziato a studiarlo, a formarmi, ad approfondire anche l’Ayurveda e lo Yoga Terapia, fino a completare un percorso di 600 ore nella scuola tradizionale del Maestro Amadio Bianchi.
Ma la cosa più importante che mi ha insegnato lo yoga non è stata una posizione sulla testa.
È stata questa: non sempre possiamo cambiare quello che abbiamo intorno, ma possiamo cambiare il modo in cui lo viviamo.
E così ho iniziato a guardare anche il mio lavoro con occhi diversi. A cercare le persone positive, a portare io per prima un po’ di positività, a smettere di farmi rovinare le giornate da ciò che non potevo controllare.
E incredibilmente… ho ricominciato ad apprezzarlo.
Lo yoga per me oggi non è “un lavoro”. È qualcosa che faccio perché mi piace, perché mi fa stare bene e perché mi piace condividere questa cosa con chi ha voglia di stare con me.
Non aspettatevi quindi l’insegnante tutta seria che parla per due ore di illuminazione.
Mi piace lo yoga, mi piace studiarlo seriamente e credo profondamente nei suoi benefici, ma mi piace anche ridere, scherzare, mangiare, parlare e vivere la vita con i piedi ben piantati per terra.
Nelle mie lezioni cerco semplicemente di creare uno spazio dove possiamo fermarci un attimo, respirare, ascoltare il corpo e magari uscire un po’ più leggeri di quando siamo entrati.
Perché alla fine, per me, lo yoga è anche questo:
imparare a stare meglio nella propria vita. Non necessariamente a cambiarla.
E se nel frattempo ci facciamo anche qualche risata, ancora meglio.
Formazione e Approfondimenti
Il mio cammino si è sviluppato attraverso un’intensa formazione quadriennale, culminata in due tesi di approfondimento:
- al secondo anno, ho dedicato il mio studio alla PCOS (Sindrome dell’Ovaio Policistico), indagando come Yoga e Ayurveda possano sostenere in modo efficace l’equilibrio ormonale femminile;
- al quarto anno, ho approfondito il concetto sanscrito di “Swastha”, lo stato di salute integrale secondo l’Ayurveda, come base per una pratica yogica terapeutica e personalizzata.
Oltre alla formazione base, ho partecipato a diversi corsi specialistici, tra cui:
- Tecniche di Panchakarma, protocolli ayurvedici di purificazione e ringiovanimento;
- Trauma-Informed Yoga, con formazione presso il Center for Trauma and Embodiment – TCTSY, per integrare pratiche sicure e consapevoli rivolte a persone che hanno vissuto esperienze traumatiche.
Cosa propongo
Nei miei percorsi di gruppo unisco:
- lo Yoga tradizionale e terapeutico
- la visione ayurvedica dell’individuo e del suo equilibrio unico
- un approccio rispettoso, empatico e informato sul trauma
- eventi in cui vengono approfonditi temi come la rieducazione al respiro, routine quotidiana in ayurveda (dinacharya), alimentazione secondo i Dosha.
Il mio intento è accompagnare le persone verso un benessere che non sia solo assenza di malattia, ma presenza piena di sé, radicamento, ascolto e armonia tra corpo, mente e spirito.
Le mie pratiche si ispirano al ritmo delle stagioni e si adattano ai corpi e alle menti di chi le attraversa. Guidano il praticante verso un'ascolto profondo del corpo e del respiro, in uno spazio libero da giudizio, violenza e aspettative di performance.